Sala 4 – Staffetta 2023

2023 – Cinque continenti, una sola Staffetta

Per un weekend, Genova al centro del mondo
Nel 2021 la Staffetta della Rinascita aveva attraversato Genova.
Nel 2023 fu il mondo ad arrivare a Genova.
La terza edizione, svoltasi il 30 settembre e il 1° ottobre 2023, fu certamente la più grande, ambiziosa e complessa delle cinque edizioni della Staffetta della Rinascita.
La sua preparazione richiese oltre sei mesi di lavoro e trasformò quella che era nata due anni prima come una grande manifestazione cittadina in un evento di respiro internazionale.
L’idea alla base dell’edizione 2023 era tanto semplice quanto ambiziosa: dopo gli anni terribili della pandemia, ormai finalmente superata nella sua dimensione di emergenza mondiale, si voleva lanciare da Genova un messaggio di unità tra i popoli, speranza, fratellanza e solidarietà.
La pandemia aveva colpito il mondo intero senza distinguere nazioni, lingue o continenti.
La Rinascita, allora, doveva essere altrettanto universale.
E, con un pizzico di orgoglio genovese, per un intero weekend si volle idealmente trasformare Genova nel centro del mondo.

Le bandiere dai cinque continenti

Il simbolo scelto furono ancora una volta le bandiere.
Ma nel 2023 quelle bandiere iniziarono il loro viaggio molto, molto lontano da Genova.
Attraverso una rete di amicizie, conoscenze e contatti costruita nei mesi precedenti, il Consorzio Pro Loco Genova riuscì a raccogliere bandiere provenienti dai cinque continenti.
Dall’Asia arrivò l’India.
Dall’Oceania la Nuova Zelanda.
Dall’Africa il Sud Africa.
Dall’America arrivarono Colombia, Ecuador e Perù, oltre alla remotissima Tristan da Cunha nell’Atlantico meridionale.
Dall’Europa arrivarono, tra le altre, le bandiere dell’Italia, di Carloforte in Sardegna, del Principato di Monaco, del Regno Unito e dell’Ucraina.
Non erano semplici bandiere acquistate per l’occasione.
Ognuna proveniva realmente dal territorio che rappresentava ed era stata firmata da autorità o personalità del luogo, diventando così una testimonianza concreta della partecipazione internazionale alla manifestazione.
Il loro viaggio verso Genova divenne esso stesso parte della Staffetta.

Il lungo viaggio delle bandiere

Per raggiungere Genova le bandiere percorsero migliaia di chilometri utilizzando aerei, navi, treni e automobili.
E alcune di esse furono protagoniste di viaggi davvero straordinari.
In India fu necessaria una corsa contro il tempo attraverso il traffico di Nuova Delhi: un autista attraversò rapidamente la città per riuscire a raggiungere l’aeroporto e consegnare la bandiera affinché potesse partire in tempo verso l’Italia.
Ben più drammatico fu il viaggio della bandiera dell’Ucraina.
Nel 2023 la guerra era in pieno svolgimento. Per recuperare la bandiera, un incaricato affrontò il viaggio da Leopoli verso Kiev, in condizioni nelle quali raggiungere la capitale ucraina significava esporsi concretamente ai rischi del conflitto.
Quella bandiera arrivò infine a Genova e partecipò alla Staffetta come simbolo non soltanto di un Paese, ma di tutte le popolazioni vittime della guerra, delle invasioni e delle ingiustizie.
E poi ci fu la bandiera proveniente da Tristan da Cunha, una delle isole abitate più remote del pianeta, legata storicamente alla comunità di Camogli.
Partita dall’Atlantico meridionale già nel mese di maggio, raggiunse la Liguria dopo un lunghissimo viaggio.
Prima di partecipare alla Staffetta compì però un’altra tappa simbolica: scese sotto il livello del mare fino al Cristo degli Abissi, nelle acque di San Fruttuoso di Camogli.
Dall’altra parte del mondo alle profondità del Mediterraneo, prima di riprendere il viaggio verso Genova.

Due giorni, un unico grande viaggio

La Staffetta della Rinascita 2023 non si svolse più in una sola giornata.
Il programma occupò l’intero weekend.
Sabato 30 settembre le bandiere iniziarono ad attraversare le Riviere liguri e l’entroterra, coinvolgendo Comuni, Pro Loco, associazioni e volontari.
A Genova si svolse inoltre la Staffetta dei Bambini, con partenza da Piazza De Ferrari e un percorso dedicato ai più giovani.
Domenica 1° ottobre iniziò invece la grande convergenza verso il centro di Genova.
Le staffette partirono contemporaneamente da differenti punti del territorio: Bargagli, il Santuario della Guardia, Crocefieschi, il Ponente e il Levante ligure.
Percorsi diversi, territori diversi, persone diverse.
Un’unica destinazione:
Piazza De Ferrari.

Con ogni mezzo possibile

Una delle caratteristiche più spettacolari dell’edizione 2023 fu la quantità di mezzi utilizzati per accompagnare le bandiere nel loro lunghissimo viaggio.
Aerei, navi, treni e automobili le avevano portate dai rispettivi Paesi fino alla Liguria.
Una volta arrivate sul territorio, il viaggio continuò in molti modi diversi.
Le bandiere viaggiarono a piedi, sulle auto storiche, in bicicletta, sullo skateboard, a nuoto, sott’acqua con i sub, sul Trenino di Casella e in barca a vela.
Non importava il mezzo utilizzato.
Importava che il viaggio continuasse.
E che, passaggio dopo passaggio, quelle bandiere arrivassero tutte insieme nel cuore di Genova.

Le Staffette del Mare

Nel 2023 anche il mare diventò protagonista.
Due staffette in barca a vela partirono dai due estremi della città: una dal Porticciolo di Pra’, a Ponente, e l’altra dal Porticciolo di Nervi, a Levante.
Le due imbarcazioni navigarono verso il centro di Genova fino a incontrarsi nelle acque del Porto Antico, davanti al Galata Museo del Mare.
Da lì il viaggio proseguì a piedi.
Anche le bandiere arrivate dal mare si diressero verso Piazza De Ferrari, ricongiungendosi idealmente con tutte le altre staffette.
Terra e mare, Ponente e Levante, centro e periferie: ancora una volta la Staffetta cercava di riunire simbolicamente le tante anime di Genova.

Una Staffetta raccontata in diretta

L’edizione 2023 fu anche una grande operazione di comunicazione.
Le due giornate furono raccontate attraverso una lunga diretta streaming su YouTube, con inviati, telecamere e collegamenti dai diversi punti attraversati dalle staffette.
Complessivamente furono realizzate oltre 15 ore di programmazione, permettendo di seguire l’evento anche a chi si trovava lontano da Genova.
E proprio durante la diretta della domenica la Staffetta tornò simbolicamente nei luoghi dai quali alcune bandiere erano partite.
Furono infatti realizzati due collegamenti internazionali in diretta con i corrispondenti del Consorzio a Johannesburg, in Sud Africa, e Auckland, in Nuova Zelanda.
Per qualche minuto Genova, Johannesburg e Auckland furono unite dalla stessa trasmissione e dallo stesso messaggio.
Il mondo che nei mesi precedenti aveva inviato le proprie bandiere tornava così a collegarsi con Genova nel giorno del loro arrivo.

Solidarietà e impegno sociale

La Staffetta della Rinascita non dimenticò la propria vocazione sociale.
L’edizione 2023 volle richiamare l’attenzione sulle popolazioni vittime di guerre e ingiustizie e dedicò spazio anche alla prevenzione del tumore al seno, proprio all’inizio del mese tradizionalmente dedicato alla sensibilizzazione su questa tematica.
Nel centro di Genova fu inoltre allestito il Villaggio del Volontariato, con la partecipazione di associazioni impegnate quotidianamente nel sociale.
La Staffetta diventava così non soltanto un viaggio attraverso i territori, ma anche un’occasione per dare voce a chi ogni giorno lavora a favore degli altri.

Tutte le strade portano a Piazza De Ferrari

Dopo migliaia di chilometri percorsi dalle bandiere e due giornate di Staffetta attraverso la Liguria e Genova, tutto convergeva verso un unico punto.
Piazza De Ferrari.
Nel cuore della città furono accolte le diverse staffette alla presenza di rappresentanti delle istituzioni comunali e regionali e delle autorità di UNPLI nazionale e regionale.
Era il momento conclusivo di un progetto iniziato oltre sei mesi prima.
Bandiere provenienti da luoghi lontanissimi erano finalmente riunite nella stessa piazza.
Non rappresentavano soltanto Stati e territori.
Rappresentavano persone.
Popoli che avevano vissuto la stessa pandemia, comunità che cercavano di lasciarsi alle spalle anni difficili, uomini e donne che continuavano a vivere guerre, sofferenze e ingiustizie.
Per una sera quelle bandiere erano tutte insieme.
A Genova.

Colori e culture dal mondo

La conclusione della Staffetta fu anche una festa.
Dopo la cerimonia, Piazza De Ferrari ospitò musica, balli e una sfilata di moda organizzata con la partecipazione dei rappresentanti della comunità ecuadoriana.
Abiti, colori, musiche e tradizioni provenienti da culture differenti accompagnarono così le ultime ore di una manifestazione che aveva fatto dell’incontro tra i popoli uno dei propri messaggi principali.
Era la conclusione naturale di un weekend nel quale Genova aveva accolto simbolicamente il mondo.

Cinque continenti, una sola Staffetta

La terza Staffetta della Rinascita rappresentò il punto più alto raggiunto fino ad allora dalla manifestazione.
Quella che nel 2021 era nata come una Staffetta capace di abbracciare idealmente Genova, due anni dopo aveva superato i confini della città, della Liguria e dell’Italia.
Le bandiere erano arrivate da cinque continenti.
Avevano attraversato oceani e città, viaggiato in aereo, nave, treno e automobile. Avevano continuato il proprio cammino a piedi, sull’acqua e persino sott’acqua.
Migliaia di persone erano state coinvolte direttamente o indirettamente nella preparazione e nello svolgimento dell’evento.
Per due giorni, territori lontanissimi erano stati uniti dallo stesso simbolo e dallo stesso messaggio.
Il mondo aveva attraversato Genova.
E, almeno per un weekend, Genova era stata davvero al centro del mondo.

Le bandiere, oggi

Il viaggio delle bandiere non è stato dimenticato.
Terminata la manifestazione, tutte quelle testimonianze provenienti dai cinque continenti sono state conservate.
Ancora oggi le bandiere della Staffetta della Rinascita 2023, con le loro firme, le dediche e le tracce dei lunghi viaggi affrontati per raggiungere Genova, sono gelosamente custodite negli uffici del Consorzio Pro Loco Genova.
Non sono semplicemente ricordi di una manifestazione.
Sono diventate parte della storia del Consorzio.
E testimoniano ancora oggi il sogno che accompagnò la terza edizione della Staffetta della Rinascita:
dimostrare che, dopo una tragedia che aveva coinvolto l’intera umanità, il desiderio di rinascere e di costruire un futuro insieme poteva essere altrettanto universale.

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