Sala 5 – Staffetta 2024 – Insieme a UNICEF Liguria
Corriamo per i bambini. Corimmo pe-i figgeu.
Dopo tre edizioni della Staffetta della Rinascita, nel 2024 il Consorzio Pro Loco Genova decise di compiere un nuovo passo.
La Staffetta continuava il proprio viaggio, ma questa volta scelse di farlo dalla parte dei bambini.
Nacque così la Staffetta dei Bambini, organizzata dal Consorzio Pro Loco Genova con la collaborazione dei Comitati Provinciale e Regionale per UNICEF e la co-organizzazione del Comune di Genova.
Il messaggio scelto per accompagnare l’edizione fu semplice e immediato:
Corriamo per i bambini. Corimmo pe-i figgeu.
Un messaggio universale, affiancato volutamente dalla sua versione in lingua genovese: perché parlare dei diritti di tutti i bambini del mondo non significava dimenticare le proprie radici, ma partire proprio da esse per aprirsi agli altri.
Una Staffetta dedicata ai diritti
L’edizione del 2024 venne dedicata ai principi della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989 e ratificata dall’Italia nel 1991. Dopo aver parlato negli anni precedenti di rinascita dalla pandemia, pace, tutela dell’ambiente, contrasto alla violenza e solidarietà internazionale, la Staffetta metteva così al centro i più giovani.
Il principio rimaneva quello che aveva caratterizzato l’iniziativa fin dalla prima edizione: far viaggiare un simbolo, rappresentato ancora una volta dalle bandiere, affidandolo di volta in volta agli staffettisti e accompagnandolo attraverso territori e comunità diverse. Questa volta, però, ogni chilometro percorso portava con sé soprattutto un messaggio: ricordare che ogni bambina e ogni bambino ha dei diritti e che la loro tutela riguarda l’intera comunità.
Due giorni attraverso la Liguria
Come già avvenuto nel 2023, la Staffetta si sviluppò su due giornate. Sabato 5 ottobre il viaggio interessò l’intero territorio regionale. Dal Ponente, una staffetta partì da Ventimiglia per attraversare Taggia, Diano Marina, Cervo, Villa Faraldi, Laigueglia e Arenzano, concludendo la propria giornata a Voltri.
Contemporaneamente, un’altra staffetta percorse il Levante e l’entroterra: da Savignone e Busalla raggiunse Sesta Godano e Borghetto di Vara, per poi tornare verso la costa attraverso Camogli, Recco e Sori e concludere il viaggio a Nervi. Alle varie tappe furono organizzati incontri con amministrazioni locali, Pro Loco e rappresentanti UNICEF, trasformando il passaggio delle bandiere in una successione di piccoli momenti di incontro e sensibilizzazione. Il programma prevedeva complessivamente circa trenta tappe nell’arco del weekend. Non era più soltanto Genova ad essere coinvolta.
La Staffetta era diventata ligure.
Il 6 ottobre: tutte le strade verso Boccadasse
La domenica il viaggio riprese all’interno di Genova. Questa volta, però, il traguardo non sarebbe stato Piazza De Ferrari. Ad attendere tutte le staffette c’era uno dei luoghi più conosciuti e amati della città:
Boccadasse. Quattro percorsi differenti iniziarono così a convergere verso il borgo.
Da Ponente la bandiera partì da Voltri in moto. Da Levante gli staffettisti partirono dal Porticciolo di Nervi a piedi. Dall’entroterra un corteo di auto storiche partì dal Santuario di Nostra Signora della Guardia. E ancora una volta il mare diventò parte della manifestazione, con una staffetta in barca a vela da Pra’. Quattro modi diversi di muoversi. Quattro percorsi. Un solo traguardo.
I motociclisti di B.A.C.A.
La Staffetta proveniente dal Ponente ebbe protagonisti particolarmente significativi per il tema scelto nel 2024. A portare la bandiera da Voltri verso Boccadasse furono infatti i motociclisti di B.A.C.A. – Bikers Against Child Abuse, associazione impegnata nella tutela e nel sostegno dei bambini vittime di abusi.
Il loro percorso attraversò il Ponente genovese fino ai Giardini Melis di Cornigliano, dove incontrò la staffetta proveniente dal Santuario della Guardia, prima di proseguire insieme verso il Levante cittadino. La loro partecipazione rendeva concreto il messaggio che accompagnava l’intera edizione: stare dalla parte dei bambini significa anche proteggerli.
Dal Santuario della Guardia con le auto storiche
Un’altra bandiera iniziò il proprio viaggio da uno dei luoghi simbolo dell’entroterra genovese: il Santuario di Nostra Signora della Guardia. Ad accompagnarla furono le auto storiche, con la partecipazione del Fiat 500 Club Italia. Il percorso scese verso la città attraversando Bolzaneto e raggiungendo la Radura della Memoria, per poi arrivare ai Giardini Melis di Cornigliano. Qui le auto storiche incontrarono i motociclisti provenienti da Voltri. Due staffette fino a quel momento separate diventavano così una sola, proseguendo insieme verso Boccadasse. Ancora una volta il passaggio della bandiera diventava simbolicamente un incontro.
Da Nervi, a piedi
Da Levante, invece, si tornò alla forma più essenziale della Staffetta.
Camminare e correre. Gli staffettisti partirono dal Porticciolo di Nervi e percorsero il Levante genovese fino al Monumento di Quarto dei Mille, dove era prevista una sosta. Poi nuovamente in cammino, attraverso Quarto e Sturla, fino all’arrivo a Boccadasse. Era probabilmente il percorso più semplice dal punto di vista dei mezzi utilizzati, ma anche quello che conservava maggiormente l’immagine originaria della Staffetta: persone che portano insieme una bandiera lungo le strade della propria città.
E ancora una volta, il mare
Dopo l’esperienza delle edizioni precedenti, non poteva mancare la Staffetta via mare.
Una barca a vela partì dal Porticciolo di Pra’ per attraversare la costa genovese e raggiungere Boccadasse.
La collaborazione con i circoli velici genovesi consentì così di mantenere una delle immagini ormai caratteristiche della manifestazione: Genova unita non soltanto attraverso le proprie strade, ma anche attraverso il suo mare.
Una rete intorno ai bambini
La collaborazione con UNICEF non rimase l’unico elemento sociale della manifestazione. Alla Staffetta partecipò anche Flying Angels Foundation, impegnata nel trasporto aereo di bambini che necessitano di interventi chirurgici urgenti. B.A.C.A. portò il proprio messaggio di protezione dei minori. AISM collaborò all’iniziativa “Mi metto nei tuoi panni”, organizzata dalla Pro Loco Sampierdarena San Teodoro. Ancora una volta, quindi, la Staffetta riuscì a mettere in rete realtà differenti del volontariato e del Terzo Settore.
Il weekend “6X1”
La Staffetta dei Bambini fu inserita in un programma più ampio denominato “6X1”, sei iniziative raccolte in un unico weekend. Ai Giardini Pavanello di Sampierdarena furono organizzati “I giochi di una volta” e “Mi metto nei tuoi panni”. La domenica Boccadasse ospitò le Pro Loco genovesi con un punto informativo turistico e un punto ristoro, insieme alla presentazione della Web Radio del Consorzio e del Concorso Internazionale per il nuovo logo. Alle 16 l’arrivo delle Staffette diede inizio alla festa conclusiva, accompagnata dalla musica del gruppo I Martin Padela.
Boccadasse: il traguardo dei bambini
Nel pomeriggio del 6 ottobre, percorsi completamente diversi giunsero dunque allo stesso traguardo. Le motociclette provenienti da Voltri. Le auto storiche scese dal Santuario della Guardia. Gli staffettisti a piedi arrivati da Nervi. La barca a vela partita da Pra’.
Tutti a Boccadasse.
Ancora una volta il vero significato della Staffetta non era stabilire chi fosse arrivato per primo. Non esistevano vincitori e sconfitti. Il risultato era essere riusciti ad arrivare insieme. E nel 2024 quel messaggio acquistava un significato ancora più particolare, perché al centro di tutto c’erano loro: i bambini.















